Tarth-Sogul. La Torre del Sangue

Di tutte le battaglie tra gli Elfi e gli Orchi, quella che portò alla creazione di Tarth-Sogul, fu di certo una delle più cruente.

Le popolazioni di Victoria

A quel tempo sull’isola Victoria convivevano 4 differenti razze: i Nani di Monte Magma, gli Elfi di Ologonin, i Centauri e gli Orchi.
La guida dei Nani era Tomnor SpaccaOssa, temuto persino dai violenti Orchi per la sua aggressività e la sua potente ascia Kerdengaster.
Gli Elfi vivevano sotto l’egemonia di Silmirin Fogliadoro, che al contrario di Tomnor, era di indole pacifica.
I Centauri galoppavano liberi, nelle pianure al centro dell’isola, distribuiti in numerosi piccoli branchi famigliari che non costituivano una minaccia per nessuna delle altre razze.
Gli Orchi erano divisi in 3 grandi tribù:

  • I Blumagar (mangiatori di pesce),
  • Gli Onkmagar (mangiatori di cinghiali)
  • I Kimagar (mangiatori di uccelli)

I Blumagar seguivano Rrag il Forte che aveva guadagnato il rispetto della tribù dopo esser sopravvissuto all’aggressione di uno squalo e averne poi mangiato le carni.
Gli Onkmagar rispettavano Tlgor il Lupo che si diceva essere in grado di correre al pari di un cervo.
I Kimagar erano guidati da Zort l’Intrepido che in più occasioni si era lanciato nelle bufere di neve per salvare i suoi compagni, traendoli in salvo.

La Minaccia degli Orchi

Gli Orchi erano nomadi come i Centauri ma, a differenza di questi, non erano altrettanto veloci a spostarsi per cui la tribù degli Onkmagar, ogni qual volta stazionava nei pressi del vulcano, in territorio nanesco, subiva delle perdite. Kerdengaster aveva assaggiato più sangue orchesco di qualsiasi altra arma nanesca. Uno dei figli di Tlgor, Urjiak la Faina, non tollerava quella situazione che si ripeteva periodicamente ad ogni passaggio e, quando raggiunse l’età adulta e il massimo del suo vigore, decise di porvi rimedio.
Una notte fredda e piovosa, si recò dallo sciamano della tribù per conoscere il parere degli spiriti.
L’oracolo profetizzò “Il sangue verserà altro sangue, fina a creare una torre di sangue“. Quella sera stessa Urjiak sfidò suo padre dopo avergli fatto bere, con l’inganno, il succo di una pianta con effetti tranquillanti e, mentre ancora il sangue caldo di Tlogor gli sporcava il petto, si proclamò nuovo capo tribù.
La Faina era scaltra ma sapeva che gli Onkmagar, da soli, non erano abbastanza per invadere Monte Magma e superare le difese nanesche. Così inviò emissari dalle altre tribù e, quando questi tornarono con il capo chino, decise di andare egli stesso a convincere gli altri ad allearsi alla sua causa. Fece ritorno dagli Onkmagar con le teste di Rrag e Zort e al suo seguito i due clan conquistati.
Mai, su Victoria, si era radunato un tale assemblamento di Orchi.
I Centauri stettero alla larga mentre i Nani e gli Elfi che erano sedentari, non poterono ignorare ciò che stava accadendo proprio vicino alle loro terre. Sia Tomnor che Silmirin mandarono degli emissari per parlamentare con gli Orchi ma nessuno fece ritorno. I Nani furono catturati e torturati, gli Elfi furono invitati a cena.

La Guerra per il dominio

Tomnor con la saggezza di cento battaglie sulle spalle, invocò l’alleanza degli Elfi per sterminare la minaccia ma Silmirin, che era venuto a conoscenza dei piani di Urjiak rifiutò la proposta ritenendo che se il suo popolo non si fosse intromesso nella diatriba tra Nani e Orchi, questi ultimi li avrebbero ignorati. Il Signore dei Nani chiese aiuto anche ai Centauri ma il rifiuto degli Elfi li fece desistere.
Quando Urjiak diede l’ordine di invadere il vulcano i Nani erano pronti a difenderlo ma erano pochi.
Lo scontro durò per 3 giorni e 4, interminabili, notti. Tomnor venne ucciso la terza notte da Tzar l’Artiglio che tenne Kerdengaster come trofeo. Durante la quarta notte Gaudin SpaccaRoccia si mise al comando dei superstiti e li condusse attraverso Le Gallerie Proibite (Dei tunnel scavati così a fondo nella terra da risultare misteriosi e pericolosi perfino per gli esperti Nani) che li avrebbero condotti sotto la fredda regione montuosa di Burman.
Insieme agli SpaccaRoccia andarono anche gli SpaccaMassi e gli SpaccaPietre.
Gli SpaccaOssa, la casata di Tomnor, decisero che sarebbero rimasti per difendere la fuga e vendicare il loro Signore.
Furono sterminati.
Nonostante le gravi perdite subite dagli Orchi, l’ambizione di Urjiak, dopo quel successo, divenne ancora più spaventosa. Egli riteneva infatti che la predizione dell’oracolo fosse di buon auspicio per continuare a spargere sangue e fare guerre. Una volta conquistato il vulcano, lo sguardo della Faina si posò quindi su Ologonin e sugli Elfi.
Le speranze che aveva il Signore degli Elfi cessarono. Quando Silmirin capì che il suo popolo era in pericolo, anziché affrontare gli Orchi, decise che era tempo di abbandonare quelle terre.
L’obiettivo di Urjiak però non era l’occupazione delle terre degli Elfi ma la loro estinzione, così le tribù di Orchi partirono all’inseguimento. La popolazione Elfica si diresse a Nord, oltre i Monti Auspici mentre sulle loro tracce avanzavano le zanne assetate di sangue degli Orchi. Quando capitava che alcuni Elfi rimanevano nella retroguardia per tenere d’occhio gli inseguitori, non facevano più ritorno. Silmirin chiese l’aiuto dei Centauri ma essi rifiutarono con maggiore convinzione di quanto non avessero fatto con i Nani. Il Signore degli Elfi dunque, per evitare la fine della propria gente, offrì ai Centauri tutte le terre a Sud dei Monti Auspici, in cambio del loro aiuto a sterminare fino all’ultimo Orco.
Una volta che i Nani erano andati via dal vulcano, con gli Elfi oltre i Monti Auspici e gli Orchi annientati, i Centauri sarebbero rimasti gli unici a dominare su quelle terre. La proposta fu così allettante che accettarono.
Gli Orchi, che stavano attraversando i Monti Auspici all’inseguimento degli Elfi, si trovarono così chiusi tra 2 fuochi. A Nord gli Elfi ben nascosti nella foresta pronti a bersagliarli con i loro lunghi archi, a Sud i Centauri agguerriti e fieri con le lance strette in mano.

L’Ultima battaglia degli Orchi

I Kimagar sebbene agguerriti, una volta accerchiati persero la fiducia nel capo tribù e decisero di abbandonare la guerra fuggendo sui monti. Urjiak li maledì per il loro tradimento perché morissero senza onore.
Per evitare di essere colpiti alle spalle, le due tribù optarono per l’unica scelta plausibile, gli Onkmagar si lanciarono contro gli Elfi sul lato Nord, mentre i Blumagar contro i Centauri sul lato Sud, così da non mostrare la schiena ad alcun nemico.
Gli scontri furono violenti e in molti morirono, da ogni parte. Silmirin venne ucciso da Tzar che brandiva Kerdengaster, il che apparve in seguito come la giusta punizione per non aver aiutato i Nani mentre Urjiak venne ucciso da Larflinel, figlia di Silmirin, mentre cercava di prenderla in ostaggio. Elfi e Centauri uscirono vittoriosi dalla battaglia e insieme, diedero la caccia ai Kimagar per evitare che in futuro potessero creare nuovamente problemi. La maledizione di Urjiak sui suo fratelli si realizzò e i mangiatori di uccelli vennero trovati e fatti prigionieri. A differenza degli altri Orchi che erano morti combattendo, i Kimagar furono costretti dagli Elfi a costruire Axalia nelle foreste a Nord dei Monti Auspici e, una volta terminata la costruzione, vennero giustiziati su quelle stesse mura.
Da allora, gli Orchi chiamano Axalia: Tarth-Sogul, la torre del Sangue.

Curiosità

Pochissimi Orchi riuscirono a sfuggire al massacro, tra questi Tzar l’Artiglio. I sopravvissuti capirono che sarebbero stati cacciati da Elfi e Centauri e si diressero verso le Grotte Nere, rifugio dei Troll. Qui trovarono una fine anche peggiore di quella che cercavano di evitare. I Troll si mostrarono poco inclini all’ospitalità e dopo averli rinchiusi nei labirinti sotterranei, li divorarono.
Anni dopo Gratth SpaccaOssa, ultimo della sua stirpe, sopravvissuto all’invasione di Monte Magmo semplicemente perchè si trovava altrove, ritrovò in quelle stesse grotte l’arma appartenuta ai suoi antenati: Kerdengaster.

One thought on “Elfi contro Orchi – Tarth-Sogul”

Comments are closed.