Il Deserto Rosso di Delia conta un’estensione seconda solo alle enormi distese desertiche presenti su Ellenusen.

Storia del Deserto Rosso di Delia

Il nome del Deserto Rosso è dovuto ad un particolare e pericoloso fiore che nasce solo in questa zona: la Delia Cremisi.

Stato attuale del Deserto Rosso di Delia

Nonostante il nome, nell’enorme Deserto Rosso di Delia vivono una vasta gamma di piante e animali. Questi esseri si sono adattati al clima arido e povero di cibo sviluppando una naturale aggressività verso qualsiasi altra forma di vita. Senza considerare le dimensioni o la pericolosità della preda (che può quindi essere a sua volta un predatore) qualsiasi cosa si muova è considerata nutrimento. La quasi totalità delle creature che vivono in questi luoghi ha sviluppato un sistema mimetico parzialmente o totalmente, che gli consente di muoversi passando inosservati.
Per non morire disidratati, tutti gli animali approfittano delle Bocce di Arcadia, piante grasse molto diffuse nel deserto, dalla forma sferica, corteccia ruvida, con radici molto profonde, in grado di assorbire anche la minima umidità presente nel terreno intorno e convertirla in acqua che viene immagazzinata nella sfera, all’interno della corteccia.
Tra le creature più pericolose che si aggirano per il Deserto Rosso di Delia bisogna fare attenzione ai Demoni Rossi, e Gli Squali di Xanos. I primi sono creature dalle fattezze orsine, che attaccano le prede sollevando veri e propri tornadi di sabbia per confonderle; i secondi sono bestie squaliformi che si muovono sotto la superficie della sabbia, con la pelle rivestita di dura pietra, che attaccano qualsiasi cosa si muova sul terreno.
Altre creature in cui è possibile imbattersi sono le Voraci Portatrici di Vita, bestie insettiformi miste a piante che vivono in dei pozzi di sabbia umida mobile, situati sopra gli sbocchi di tunnel sotterranei. Lo sventurato che senza accorgersene mette piede sulla superficie del pozzo annega in un lago di sabbia e viene aggredito da queste creature. I pochi fortunati che non vengono uccisi così, vanno a fondo fino a cadere all’interno del tunnel sotterraneo, umido e buio. Le pareti del tunnel e la base sono composti da una particolare sabbia dai granuli più grossi che si mantiene compatta e ferma mentre il soffitto è in continuo movimento. Dentro il tunnel il pericolo è ancora maggiore: all’interno delle pareti vivono le Racheidi, piante tentacolari che attirano a se le vittime e li affogano nella sabbia per poi nutrirsene; mentre se si riesce a procedere senza incontrare le Racheidi è altresì possibile imbattersi nei Piccoli Felidi Malefici, piccoli felini ciechi che vivono nel buio dei tunnel e utilizzano il loro udito sopraffino e le vibrisse per individuare le prede che attaccano in gruppo e uccidono con i loro lunghi e duri artigli, che usano anche per scavarsi delle tane nella sabbia dura.
Pare che questi felini siano in grado di muoversi anche stando eretti sulle zampe anteriori e vivano in branchi comunicando tra loro per mezzo di acuti stridii e miagolii.
Alcuni sostengono che i tunnel sotterranei conducano direttamente al Canyon di Arkem.

La Gioia di Pamir e La Speranza di Redekat

Astore di Carbonalto
Astore di Carbonalto

Le popolazioni indigene che abitano il Deserto Rosso di Delia hanno costruito le loro abitazioni intorno alle 2 principali oasi chiamate: La Gioia di Pamir e La speranza di Redekat. I due insediamenti vivono in armonia e sono molto accoglienti con gli stranieri. Gli abitanti sono Deerin che hanno sviluppato una particolare mutazione della pelle che assume la forma di scaglie per subire di meno gli effetti del calore e mantenere la temperatura del corpo costante. Sono calvi e con nasi e zigomi poco marcati. Gli abitanti di Pamir hanno un colorito delle scaglie marroncino come il deserto, quelli di Redekat grigio scuro come la notte. Grazie all’acqua presente nelle oasi, nei villaggi è possibile coltivare alcuni tipi di ortaggi. Esiste una pianta, chiamata Figlia di Mercunzia, da cui è possibile ricavare un gustoso nettare liquoroso di valore. Per spostarsi nel deserto, gli indigeni usano i Galeoni di Nemeria, pachidermiche mante in grado di muoversi a grande velocità sotto il pelo della sabbia. Per cacciare invece, addestrano gli Astori di Carbonalto, grossi falchi dal becco e dagli artigli di un materiale simile al carbonalto che, grazie alla velocità che raggiungono in fase di picchiata, si accendono di fuoco e traffigono la preda, provocando dolorose ustioni.

I due villaggi sono governati da una gilda di mercanti che commercia, per lo più, le preziose sete che si ricavano dalle piante del luogo. Piuttosto famoso, a Redekat, è l’Harem di Nerus dove, si racconta, gli uomini possano soddisfare ogni tipo di piacere.

Delia Cremisi

La Delia Cremisi è un fiore dai larghi petali, di un rosso acceso e brillante, che attira i malcapitati grazie al suo aroma. Le spore emesse dal fiore sono delle tossine che, se inalate, hanno un buon odore e donano una sensazione di rinvigorimento. Al contrario le spore inibiscono la percezione del consumo di fatica e così chi le inala non si rende conto di arrivare allo stremo delle forze e, una volta al limite, stramazza a terra privo di sensi. Le spore inalate, una volta dentro il corpo inerte, iniziano a cibarsi dei sali minerali e di tutti i nutrienti presenti all’interno del corpo ospite. Dallo stomaco del malcapitato, più solitamente dall’ombelico, si sviluppa una piccola piantina che in poche ore diventerà una nuova Delia. Finché la pianta non ha maturato i petali rossi è possibile intervenire per estirparla e salvare chi ha inalato le spore, altrimenti giunge la morte.

Livello di Pericolosità nel Deserto Rosso di Delia

– Pericolosità Alta –
Tranne nei due insediamenti

Razze nel Deserto Rosso di Delia

100% Deerin Delle Scaglie

Lingue nel Deserto Rosso di Delia

Lingua di via 80%
Dialetto delle terre del fuoco 100%

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